Feb 19

Concorso per abilitati, pubblicato il bando: domande entro il 22 marzo

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 febbraio il bando di concorso per posti di docente nella scuola secondaria di I e II grado, cui possono partecipare coloro che hanno conseguito l’abilitazione all’insegnamento entro il 31 maggio 2017. In precedenza, sulla G.U. n. 33 del 9 febbraio 2018, era stato pubblicato il Regolamento sulle modalità di svolgimento della procedura concorsuale.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate a partire dal 20 febbraio e fino al termine del 22 marzo, utilizzando a tal fine le funzioni disponibili nel sito dedicato in via di allestimento.
Il bando di concorso – si legge in un comunicato del MIUR – rientra tra quelli previsti da uno degli otto decreti attuativi della Legge 107 del 2015 che vuole disegnare un nuovo modello di reclutamento per i docenti con percorsi definiti e tempi certi per il ruolo. Alla selezione potrà partecipare chi ha una abilitazione o è specializzato per l’insegnamento sul sostegno, inclusi anche le e i docenti già di ruolo. Le aspiranti e gli aspiranti insegnanti che sosterranno una prova orale (il punteggio massimo è di 40 punti) saranno inseriti in una graduatoria di merito, anche in virtù del punteggio derivante dai titoli posseduti e dal servizio pregresso (massimo 60 punti). Le docenti e i docenti vincitori del concorso per l’immissione in ruolo dovranno poi superare con una valutazione positiva un anno di formazione e di tirocinio. Nel corso di questo anno la loro attitudine all’insegnamento verrà valutata anche con visite in classe“.

 

Feb 15

Il Consiglio generale Cisl Scuola approva l’ipotesi di contratto siglata il 9 febbraio

Di seguito il documento finale votato all’unanimità dal Consiglio Generale nazionale della Cisl Scuola.
Il Consiglio Generale della CISL Scuola, convocato con procedura d’urgenza dalla Segreteria Nazionale, riunito in data 14 febbraio 2018 a Roma presso l’Auditorium Antonianum di viale Manzoni 1, udita la relazione della Segretaria Generale Maddalena Gissi, la approva unitamente ai contributi emersi dal dibattito.
Il Consiglio Generale considera positivamente l’esito della lunga e complessa vertenza per il rinnovo del CCNL, che a partire dall’accordo quadro del 30 novembre 2016 si è conclusa con la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo avvenuta il giorno 9 febbraio u.s., conseguendo risultati che sono frutto dell’azione intelligente e determinata messa in campo dall’Organizzazione a tutti i livelli, con un fattivo rapporto tra le Federazioni di categoria e la Confederazione, che ha reso la Cisl protagonista di una così impegnativa stagione sindacale.
Esprime apprezzamento per il sostegno che la Confederazione, attraverso la segretaria generale Annamaria Furlan e il segretario nazionale Ignazio Ganga, ha assicurato alla categoria in tutte le fasi del negoziato.
Il Consiglio Generale evidenzia come il nuovo CCNL consenta, dopo anni di blocco delle retribuzioni, di ottenere un loro incremento per il quale sono state utilizzate, oltre alle risorse rese disponibili dalla legge di Bilancio, anche quelle derivanti da altre disposizioni legislative e ricondotte pienamente alla contrattazione, destinandole in parte al salario tabellare. L’imminente scadenza, già il 31 dicembre, del triennio di vigenza fa sì che il nuovo contratto costituisca una tappa fondamentale di un percorso, cui da subito va data continuità a partire dal prossimo rinnovo, con l’obiettivo di un’ulteriore valorizzazione del lavoro nella scuola, rivendicando a tal fine, come indispensabile premessa, scelte politiche di forte investimento nei settori dell’istruzione e della ricerca.
Il Consiglio Generale considera come risultato particolarmente significativo l’avere ridato centralità alle relazioni sindacali, con l’apertura di nuovi spazi di partecipazione e contrattazione che valorizzano, a tutti i livelli, la presenza e il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori. Tale aspetto assume ancor più rilevanza nell’imminenza del voto per il rinnovo delle RSU; rafforzando l’ambito delle relazioni sindacali a livello di istituto si contribuisce a dare alla consultazione il suo significato più vero e autentico, non riducibile alla sola verifica di rappresentatività delle diverse sigle.
Il Consiglio Generale sottolinea come l’ipotesi di accordo abbia confermato e rafforzato per tutto il personale il quadro dei diritti e delle tutele, smentendo sonoramente una campagna di vera e propria disinformazione alimentata ad arte contro le organizzazioni impegnate al tavolo di trattativa.
Il Consiglio Generale considera estremamente significativa la scelta di inserire nel CCNL la definizione di scuola come “comunità educante”, segnando una svolta evidente rispetto a modelli improntati a dirigismo, individualismo, esasperata concorrenzialità, assunti negli anni trascorsi come riferimento in tanta produzione legislativa; modelli che appaiono lontani, se non opposti, all’idea di scuola e di società richiamata nel motto scelto per la celebrazione dell’ultimo congresso Cisl Scuola, “fare comunità, generare valori”.
Il Consiglio Generale impegna l’Organizzazione a tutti i livelli a valorizzare i contenuti dell’intesa promuovendone una corretta e puntuale conoscenza da parte di tutte le lavoratrici e i lavoratori, anche attraverso il necessario e auspicabile coordinamento con le altre organizzazioni firmatarie.
Il Consiglio Generale, alla luce delle considerazioni sopra esposte, e sottolineando come nel testo firmato trovino positiva e puntuale risposta molti degli obiettivi evidenziati come prioritari nella Mozione conclusiva del VI congresso nazionale della Cisl Scuola, approva l’ipotesi di accordo sottoscritta il 9 febbraio 2018 all’ARAN e dà mandato alla segreteria nazionale per procedere alla firma definitiva del CCNL per i lavoratori del comparto dell’istruzione e della ricerca
“.

Feb 09

Contratto, ecco il testo firmato dai sindacati

Pubblichiamo l’ipotesi di contratto firmata oggi dai sindacati al Miur. Per scaricare il documento cliccare qui.

Feb 09

Firmato il nuovo contratto, aumenti da 80 a 110 euro

Di seguito il comunicato unitario per la stipula del contratto.

FLC CGIL. CISL FSUR. UIL SCUOLA RUA

RINNOVATO IL CONTRATTO, PIÙ TUTELE AL LAVORO NEL COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA

Firmato all’ARAN oggi, 9 febbraio , il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca. Un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione.
Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016; per la scuola da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro. Nessun aumento di carichi e orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa, nella quale al contrario si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge.
Il contratto segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle RSU nell’imminenza del loro rinnovo.
Tra le altre novità di rilievo il diritto alla disconnessione, a tutela della dignità del lavoro, messo al riparo dall’invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie.
Per quanto riguarda il personale docente della scuola, si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento.
Riportando alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un’identità di scuola come comunità educante si rafforza un modello che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità.
Questo contratto, la cui vigenza triennale 2016-18 si concluderà con l’anno in corso, assume forte valenza anche nella prospettiva del successivo rinnovo di cui vengono poste le basi e dell’impegno che comunque andrà ripreso anche nei confronti del nuovo Parlamento e del nuovo Governo, per rivendicare una politica di forte investimento nei settori dell’istruzione e della ricerca. Si chiude cosi una lunga fase connotata da interventi unilaterali, aprendone una nuova di riconosciuto valore al dialogo sociale.

Roma, 9 febbraio 2018

Francesco Sinopoli Flc Cgil
Franco Martini Cgil
Maddalena Gissi, Cisl FSUR
Ignazio Ganga Cisl
Giuseppe Turi, Uil Scuola RUA
Antonio Foccillo Uil

Feb 05

Mobilità 2018/19, dopo Pasqua il via alle domande

Si è svolto il primo febbraio al Miur l’incontro di informativa sull’Ordinanza Ministeriale applicativa del CCNI sulla mobilità per l’anno scolastico 2018/19. L’ordinanza – che sarà emanata solo dopo la certificazione da parte degli organi di controllo dell’Accordo siglato il 22.12.2017 che ha prorogato il CCNI sulla mobilità dello scorso anno – conterrà i termini per la presentazione delle domande che si ipotizzano nel mese di aprile, subito dopo Pasqua.

E’ prevista la gestione informatizzata della mobilità del personale educativo, impegno assunto dal Miur nel CCNI dello scorso anno.

La Cisl Scuola ha richiesto che l’ordinanza, i cui contenuti non possono ovviamente contrastare con le regole previste nel CCNI, chiarisca comunque alcune questioni interpretative emerse nelle operazioni di mobilità dello scorso anno. Tra queste segnaliamo il trattamento d’ufficio su scuola dei soprannumerari non soddisfatti a domanda; la graduatoria ai fini dei perdenti posto sul sostegno della scuola secondaria di secondo grado (deve essere compilata senza distinzione tra le quattro aree); la possibilità di costituire Cattedre Orario Esterne (COE) anche tra scuole di ambiti diversi e tra corsi diurni e serali.

Feb 02

Concorso per abilitati: domande dal 20 febbraio al 22 marzo, ecco la guida al bando

E’ imminente la pubblicazione in Gazzetta del Decreto ministeriale relativo alla procedura concorsuale e di quello relativo al percorso del cosiddetto terzo anno FIT che sarà frequentato da coloro che parteciperanno alla procedura in oggetto.
E’ imminente anche la pubblicazione in Gazzetta del bando di concorso.
Le domande di partecipazione al concorso, da presentare esclusivamente on line, sono previste dal 20 febbraio al 22 marzo. Per consultare le schede illustrative della procedura predisposte dalla Cisl Scuola cliccare qui.

Gen 31

Soggiorni all’estero e borse di studio, due nuovi bandi Inps

Pubblicati due nuovi bandi sul sito dell’Inps.

Dalle 12 del 1° febbraio sino alle 12 del 2 marzo 2018 è possibile presentare la domanda per partecipare al bando di concorso Estate INPSieme 2018, per l’assegnazione di contributi per soggiorni studio all’estero (in paesi europei ed extra europei), riservati a studenti iscritti nell’anno scolastico 2017/2018 alla scuola secondaria di secondo grado.

Il concorso è in favore dei figli o orfani ed equiparati di:

  • dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali;
  • pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici;
  • iscritti alla Gestione Fondo IPOST.

La domanda deve essere presentata esclusivamente online all’Inps dal soggetto richiedente attraverso il servizio dedicato.

 

È stato inoltre pubblicato il bando di concorso per borse di studio universitarie a.a. 2015-2016 in favore dei figli od orfani ed equiparati  che riguardano tra

  • iscritti alla Gestione Unitaria prestazioni creditizie e sociali;
  • pensionati della Gestione Dipendenti Pubblici (GDP);
  • iscritti alla Gestione Assistenza Magistrale (ex Enam)
  • iscritti al fondo ex IPOST.

La procedura per l’acquisizione della domanda sarà attiva dalle 12 del 23 gennaio 2018 fino alle 12 del 27 febbraio 2018.

Gen 31

Presentate a Roma le proposte della Cisl per il buon governo e lo sviluppo economico dell’Italia

La Cisl nella sua totale autonomia ha ritenuto di attirare l’attenzione su alcune questioni nodali per il Paese. Vorremmo che diventassero elementi di discussione di programma“. Con un’iniziativa che si è svolta a Roma, all’Auditorium di via Rieti, la Cisl ha presentato un proprio documento (scaricabile ) contenente proposte per il buon governo e lo sviluppo economico dell’Italia. Il documento è offerto come contributo alla discussione e al confronto in previsione delle imminenti elezioni politiche. Un contributo che la Cisl, come suo costume, offre in piena autonomia a tutti gli interlocutori politici, nella convinzione che, come affermato dalla segretaria generale Annamaria Furlan, “non si va da nessuna parte con l’autosufficienza della politica. Occorre il dialogo sociale – prosegue – e la ricerca del massimo consenso sulle decisioni da intraprendere”.
Europa, lavoro, fisco, politiche sociali, una maggiore tutela dei nuclei familiari: su queste priorità la Cisl delinea un ventaglio di proposte concrete e realizzabili, come ha sottolineato la Furlan richiamandosi al monito al realismo lanciato dal Presidente Mattarella alla politica. Per la Cisl occorre una vera agenda di Governo espansiva, che non punti a cancellare ciò che è stato fatto negli anni precedenti. Il lavoro e la sua tutela rappresentano la prima e la più grave questione sociale del paese, come ha detto il presidente della Repubblica in un chiaro contesto europeo di riferimento. Anche un aumento sconsiderato del debito pubblico andrebbe a pesare ancora una volta sulle generazioni più giovani, sulle cui spalle di debito ne è già stato caricato abbastanza. “Le regole – afferma Annamaria Furlan denunciando il modo un po’ superficiale con cui viene affrontato talvolta il tema del rapporto con l’Europa – quando ci sono vanno rispettate, semmai serve un confronto serio sull’attualità di quelle regole. Il tema non è il rispetto o meno delle regole, ma come se ne possono rivisitare alcuni aspetti mantenendo una linea di convinto e coerente europeismo. Le elezioni politiche 2018 decideranno fra l’altro se il nostro Paese sarà o meno in grado di essere protagonista di un’Europa più forte e unità”.
Per la Cisl l’obiettivo, anche in questa occasione ribadito con forza, è il rafforzamento dei legami fra le nazioni nella prospettiva degli Stati uniti d’Europa. “Abbiamo bisogno di un patto forte tra politica e parti sociali sugli investimenti, sulla nuova politica industriale rispettosa dell’ambiente, sulle competenze e sull’innovazione tecnologica – ha proseguito Furlan – Occorre favorire una maggiore crescita economica del paese per creare occupazione per i giovani, è indispensabile valorizzare il fattore umano, far decollare finalmente le politiche attive del lavoro, a partire da una vera alternanza scuola – lavoro che favorisca un incrocio più dinamico tra la domanda e l’offerta di nuovi lavori”.
Strategico il ruolo della formazione per i lavoratori, per avere una maggiore qualità in tutte le aziende ed in tutti i settori produttivi. La politica deve agevolare questo percorso e questi obiettivi, sostiene la Cisl, proseguendo sulla strada del dialogo e dei patti regionali e territoriali, in cui tutti i soggetti assumano impegni reciproci. Serve poi una riforma del fisco che dia una spinta forte a tutto il sistema economico e produttivo, ferma restando la necessità di ricomporre il persistente divario tra il Nord ed il Sud sul piano occupazionale, sociale ed infrastrutturale (tema finora completamente assente nella campagna elettorale italiana) superando tutti quei veti politici, burocratici e culturali che ostacolano la costruzione trasparente e rapida delle opere pubbliche.
L’Italia torna a crescere – sostiene la leader della Cisl – se lo sviluppo riparte in tutte le zone del Paese, a partire dal Sud e dalle aree più deboli. È una grande questione nazionale, come più volte ci ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella”.
In questi ultimi anni qualcosa si è mosso al Sud – ha detto ancora Annamaria Furlan citando come esempi la conferma del credito di imposta, la decontribuzione rafforzata al 100% delle assunzioni per le otto regioni del Sud, le Zone economiche speciali -“misure importanti, fortemente volute dalla Cisl. Ora occorre una politica espansiva nel Sud, rafforzando la fiscalità di vantaggio per ridare fiato agli investimenti, alla produzione industriale, al terziario, alle eccellenze, valorizzando il grande patrimonio culturale e naturalistico. Bisogna progettare bene e spendere meglio, e con maggiore trasparenza, i fondi europei e nazionali per le infrastrutture”.
La Cisl punta a chiudere rapidamente l’accordo con Confindustria sul nuovo sistema contrattuale; in direzione di una forte alleanza tra imprese e sindacati per il rilancio della produttività e dei salari, puntando sulla partecipazione dei lavoratori, stimolando lo sviluppo di nuove attività produttive e dell’occupazione nel sud.
Non è mancato, nell’intervento della segretaria generale della Cisl, un accenno all’evoluzione del confronto con Cgil e Uil: “L’unità sindacale è sicuramente fondamentale per ottenere maggiori risultati nella nostra azione – ha detto – Un’unità sindacale concreta, con proposte chiare e obiettivi raggiungibili, senza egemonie e veti, ma nella consapevolezza che esistono in Italia diverse culture e specificità sindacali che vanno conciliate con grande senso di responsabilità

Gen 25

Anagrafe studenti con disabilità, richiesta unitaria di incontro al Miur

Con riferimento alla nota della Direzione generale sistemi informativi e statistica del 3 gennaio 2018, pervenuta alle scuole relativamente alla gestione dell’anagrafe nazionale degli studenti con disabilità, poiché non sono poche le difficoltà segnalate dalle istituzioni scolastiche per la lavorazione delle relative pratiche, la Cisl Scuola, insieme alle altre organizzazioni sindacali, anche nell’ambito delle interlocuzioni già avviate sulle criticità amministrative e organizzative delle scuole, ha inviato ai competenti Uffici del MIUR una richiesta di incontro urgente.

 

Gen 24

Contratto, la Cisl Scuola Campania: firma solo se ci sono le condizioni

Attenta valutazione della sussistenza delle condizioni minime per la firma del contratto, e consultazione diretta della categoria per ottenerne l’avallo: è quanto chiede la Conferenza dei Territori della Cisl Scuola della Campania, riunitasi ieri, 23 gennaio, per esaminare lo stato dell’arte della trattativa per il rinnovo del contratto. Di seguito il testo integrale del documento (per scaricare la versione Pdf cliccare qui), inviato alla segretaria generale della della Cisl Scuola Maddalena Gissi e alla segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan,

 

 

Al Segretario Generale Cisl Scuola Maddalena Gissi

Al Segretario Generale della Cisl Annamaria Furlan

 

“La Conferenza dei Territori della Campania riunitasi il giorno 23/1/2018 presso la sede di Napoli, ha esaminato lo stato dell’arte della situazione contrattuale, dopo aver letto attentamente la bozza ARAN in suo possesso e i comunicati ufficiali della segreteria nazionale Cisl Scuola e delle altre sigle sindacali confederali.

Intanto la Campania è d’accordo sulle puntualizzazioni presenti nelle comunicazioni della segreteria nazionale rispetto a notizie non sempre veritiere, utilizzate sui social per un’azione complessiva di disinformazione, che mira ad una nuova aggressione nei confronti del sindacato.

La Campania è anche convinta che rispetto alla presente stagione di rinnovo contrattuale, per altro dopo “dieci anni di vacanza”, l’intento di voler arrivare ad un rinnovo contrattuale soddisfacente, rispetto al dato obiettivo fornito dalla situazione contingente, sia lo spirito corretto con il quale ci si siede ai tavoli.

Questa volontà di contrattare e di ottenere vantaggi per i lavoratori, che è propria della cultura sindacale, deve avere però limiti invalicabili e pregiudiziali per la sottoscrizione del contratto stesso.

Indubbiamente la lettura della bozza completa dell’ipotesi ARAN desta non poche perplessità e di per sé cristallizza alcune situazioni senza il soddisfacimento delle quali è impossibile, per qualsiasi organizzazione sindacale che voglia conservare il rispetto dei propri iscritti e rappresentati, del proprio ruolo e della propria storia, poter sottoscrivere il contratto.

La Campania ritiene che emerga con chiarezza questa volta quanto più volte affermato sull’impossibilità di “riformare” da un punto di vista tecnico-giuridico due leggi dello Stato quali la L.107 e il D.lgs 150/2009. Di per sé quindi non ci sorprende la volontà dell’ARAN di trasbordo di quanto alla legge 107 e al D.Lgs 150/2009 nell’impianto contrattuale; questo vale certamente per le citate leggi, non per le direttive che ai due provvedimenti sono seguite e che in fase contrattuale possono essere ripuntualizzate, ridefinite e contrattualizzate.

Se questo è il quadro nel quale i vertici nazionali dei sindacati confederali e dello SNALS si stanno muovendo, è forse più produttivo sintetizzare e puntualizzare i punti veramente inaccettabili che ostacolano e devono ostacolare e alla fine impedire la sottoscrizione del contratto:

  1. L’esiguità delle risorse economiche stanziate rende necessario trasferire sullo stipendio tabellare ogni altra risorsa disponibile, che solo in fase successiva e quando finalmente saranno stanziate tutte le risorse necessarie a ridefinire le situazione economica del personale docente ed ATA, possono tornare al loro utilizzo finalizzato al “non per tutti”.
  2. Inaccettabile ogni ipotesi di dilatare l’orario complessivo di lavoro del personale docente ed ATA, di modificare l’attuale regime di riparto delle incombenze legate alla funzione docente, ivi compresa la necessaria e indispensabile formazione, o l‘alternanza scuola lavoro, senza la concreta destinazione di risorse aggiuntive, attesa l’impossibilità e l’illegittimità di procedere ad ogni “reformatio in peius” a parità di trattamento Altresì inaccettabile ogni altra reformatio in peius dei diritti del personale in materia di assenze e permessi.
  3. Il potere deliberante in materia didattica deve essere esclusivamente di competenza degli organi democratici della scuola e vanno ridefiniti l’attività di potenziamento e, soprattutto, i limiti temporali dell’utilizzo eventuale “per sostituzioni” del personale
  4. Il dlgs 150/2009 è legge dello stato, tuttavia il contratto può e deve potenziare il sistema di garanzie del lavoratore dipendente rispetto all’azione disciplinare. L’introduzione eventuale di sistemi di “patteggiamento” della sanzione devono anch’esse prevedere un sistema di garanzie, primo fra tutti l’obbligatorietà, su istanza di parte, del tentativo di conciliazione.
  5. La mobilità nella sua cadenza annuale, sia i trasferimenti  definitivi che le assegnazioni provvisorie, non devono essere limitati nè divenire per contratto limitati sotto l’aspetto temporale; diversa è la eventuale valenza triennale del contratto che regola la mobilità territoriale e professionale che devono rimanere
  6. Un’attenzione particolare dopo anni di silenzio deve essere dedicata al personale ATA e ai loro diritti.

Sono questi i punti essenziali imprescindibili che possono autorizzare il Sindacato a sottoscrivere il contratto, fermo restando che la sua definitiva sottoscrizione non può che avvenire solo dopo la consultazione diretta della categoria.

Tale consultazione, fortemente richiesta dalla base, è indispensabile intanto perché sono i lavoratori che, in una fase eccezionale come questa, devono decidere il proprio destino, poi perché questa è l’occasione per avviare un recupero della credibilità sindacale anche nel pubblico e più complessivamente nel Paese; non è un caso, infatti che il recupero nel “privato” sta avvenendo proprio in virtù delle posizioni forti del Sindacato e della disponibilità del Governo, sulle oltre 150 vertenze presenti oggi sul tavolo della presidenza del Consiglio in ordine a tante aziende in crisi.

L’accordo di palazzo Vidoni poteva essere occasione favorevole, ma non sembra che sia tenuto nella dovuta considerazione in questa fase contrattuale.

Per tutto questo la Conferenza dei territori della Campania chiede alla Cisl Scuola e alla Cisl Confederale l’attenta valutazione delle  condizioni minime per sottoscrivere il contratto e la necessità, questa volta inderogabile di ottenere l’avallo del personale tutto della Scuola attraverso una consultazione possibilmente unitaria dello stesso”.

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